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La piadina: curiosità su questo piatto romagnolo e ricetta tradizionale

Oggi la piadina è diventata a tutti gli effetti un piatto nazionale, che è possibile trovare in tutte le regioni dello Stivale, seppure con qualche dovuta distinzione. Si tratta di un alimento dalle origini molto antiche e dalle connotazioni tipicamente romagnole.

La prima testimonianza storica della “piada” risale al 1371, anno in cui viene menzionata all’interno di uno scritto del Cardinale Angelico. Non si tratta dell’unica citazione rinvenuta nel panorama della letteratura italiana: Giovanni Pascoli le ha persino dedicato una poesia e definisce la piada come “Pane di Enea” e “Pane rude di Roma”. Proprio da questo momento, la piadina smette di essere un piatto povero e assume uno spessore che ancora oggi la caratterizza. In realtà la prima idea di piadina risale anche a prima: se l’antenato più prossimo è del 1200 a.C., un piatto simile veniva addirittura consumato ai tempi dell’Impero Romano.

Dagli inizi del XX secolo, la ricetta di questo piatto viene tramandata di generazione in generazione, da madre in figlia. A partire dagli anni ’50, poi, la piadina è diventata un piatto “internazionale” dato che viene apprezzata anche da numerosi turisti stranieri.

Alcune curiosità sul pane romagnolo

Questo piatto dalla storia così antica è tipicamente considerato il pane della Romagna, una delle cucine italiane più rinomate. Le curiosità su questo piatto sono tante e sono spesso legate a una tradizione che affonda le proprie radici nella notte dei tempi. Intanto in pochi sanno che la piadina autentica si cucina su un testo (una lastra di argilla o di pietra) o su una teggia o teglia (piatto di terracotta): un metodo di cottura ereditato dai tempi dell’Antica Roma.

A partire dalla ricetta originale si sono sviluppate tante varietà diverse di piadina che utilizzano impasti differenti. Queste varianti sono sì colpevoli di discostarsi dalla ricetta originale, ma hanno anche il vantaggio di adattarsi ai gusti e alle esigenze di tutti. Al giorno d’oggi si trovano piadine con o senza strutto, integrali, senza glutine, con grano saraceno, bio e con olio EVO, come si può vedere dalle varie tipologie di piadine presenti sui siti online. Un’altra informazione degna di nota, è che, a fronte di una storia così lunga, la piadina ha acquisito il marchio IGP soltanto nel 2014. Infine, un’ultima raccomandazione per chi vuole assaporare la ricetta tradizionale: prestate attenzione ai colori dei chioschi che vendono le piade in Emilia-Romagna, perché sono tipici e cambiano a seconda della località.

La ricetta tradizionale e la preparazione

La ricetta tradizionale prevede i seguenti ingredienti: 500 grammi di farina, 100 grammi di strutto, bicarbonato, sale e l’acqua tiepida necessaria ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Per realizzare altre varianti servono ingredienti diversi, come nel caso della piadina a base di quinoa e grano saraceno. Per quanto riguarda la preparazione, la ricetta originale prevede quanto segue: si comincia mescolando la farina con lo strutto, anche se oggi viene spesso usato l’olio EVO al posto di quest’ultimo. Nel mentre serve aggiungere un po’ di sale e un po’ di bicarbonato, realizzando l’impasto con l’acqua tiepida: l’obiettivo finale è ottenere una pasta molto liscia e omogenea.

piadina-romagnola

Dopo averla coperta e tenuta a riposo per 60 minuti, l’impasto va diviso e modellato a forma di disco. La cottura originale sarebbe sul già citato testo ma in sua assenza si può usare una normale padella antiaderente. Dopo averla scaldata, si deve cuocere la piadina per due minuti a lato. Infine, si può farcire la piadina a piacimento, direttamente in padella o su un piatto. Per concludere, è il caso di  sottolineare le differenze tra il crescione, la piadina arrotolata e quella farcita: il primo prevede una chiusura a mezzaluna dei lembi, da fare con la forchetta. La piadina arrotolata, invece, somiglia a un classicissimo rollò. Infine la piadina farcita prevede di sovrapporre i due lembi del disco. Si può scegliere quale delle tre varianti realizzare a seconda degli ingredienti usati per farcirla e dei propri gusti. 

Anche se la piadina può contare su una storia ricca di tappe importanti, oggi pare non sentire il peso dell’età sulle sue spalle. Al contrario, è un piatto che continua a piacere anche per via delle diverse varietà in termini di impasto e condimento che è in grado di offrire.

Silvia Terracciano

Blogger, Copywriter Seo, Ghostwriter, Scrittrice amo scrivere sin ad bambina. Appassionata di discipline olistiche e Naturopata diplomata, amante del buon cibo, delle tradizioni e dei luoghi avvolti dal mistero. Giardinaggio e fai da te sono altre delle mie passioni.