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Food & Drinks - Ricette

Per quale motivo nella carne del bancone al supermercato non è riportata la scadenza

Quando si acquista carne preconfezionata al supermercato, è facile notare l’assenza di informazioni sulla data di scadenza. Questa mancanza di informazioni essenziali può destare preoccupazione tra i consumatori, che desiderano essere sicuri della freschezza e della sicurezza del prodotto.

Ma quali sono i motivi dietro questa pratica? Esploriamo le ragioni di questa apparente mancanza di trasparenza.

È necessario indicare sulla confezione della carne preconfezionata la data di scadenza?

Innanzitutto, è importante sottolineare che la carne preconfezionata deve comunque riportare un’indicazione di durata minima di conservazione o una data di scadenza. Questo è un requisito legale che i produttori e i distributori devono rispettare per garantire la sicurezza alimentare e la protezione dei consumatori. Tuttavia, la posizione di queste informazioni potrebbe variare a seconda del paese o della normativa specifica.

Una delle ragioni per cui la data di scadenza potrebbe non essere visibile all’esterno dell’imballaggio è per evitare il deterioramento della confezione stessa. Le etichette contenenti informazioni sulla scadenza potrebbero essere soggette a umidità, contaminazione o danni fisici durante il trasporto e la manipolazione. Al fine di prevenirlo, queste informazioni sono talvolta posizionate nell’imballaggio o in una parte separata del prodotto. È necessario aprirla o rimuoverla prima della cottura.

Inoltre, la carne pre-confezionata spesso riporta altre informazioni importanti come: il lotto di produzione, il paese d’origine, il peso netto e le istruzioni per la conservazione e la preparazione. Questi dettagli sono essenziali per garantire la tracciabilità del prodotto e per fornire indicazioni sulla corretta manipolazione e cottura della carne.

Carne pre-imballata al supermercato – Wineandfoodtour.it

È importante sottolineare che la carne preconfezionata è soggetta a rigorosi controlli di sicurezza alimentare e deve rispettare standard di qualità elevati. I produttori devono garantire che la carne sia stata sottoposta a processi di lavorazione adeguati, che rispettino le norme di igiene e che il prodotto sia stato conservato correttamente per preservarne la freschezza.

Inoltre, i supermercati sono responsabili di verificare la data di scadenza della carne pre-imballata e di rimuovere eventuali prodotti scaduti o vicini alla scadenza dagli scaffali. È un’azione importante per garantire la sicurezza dei clienti e per evitare il consumo di carne non adeguata.

Se un consumatore ha dubbi sulla freschezza o sulla scadenza di una confezione di carne pre-imballata, è possibile contattare direttamente il produttore o il servizio clienti del supermercato per ottenere ulteriori informazioni. Saranno in grado di fornire dettagli sulla durata minima di conservazione, sulla data di scadenza e su eventuali precauzioni specifiche per quel particolare prodotto.

Quindi nonostante l‘assenza visibile della data di scadenza sulla carne pre-imballata, è comunque presente un’indicazione di durata minima di conservazione o una data di scadenza all’interno dell’imballaggio. Questa pratica mira a preservare l’integrità del prodotto e a garantire la sicurezza alimentare. I consumatori sono incoraggiati a familiarizzare con le informazioni riportate sull’imballaggio.

La risposta di Roberto Pinton, consulente d’impresa specializzato in diritto alimentare

Molti si chiedono ancora perché la carne esposta al bancone dei supermercati spesso non riporti una data di scadenza. L’autore della risposta a questo quesito è Roberto Pinton, un professionista specializzato nel campo della consulenza aziendale e un esperto nel settore del diritto alimentare.

Molti clienti di vari supermercati hanno sollevato un argomento discusso da anni, con sanzioni e pronunce giudiziarie occasionali. Ma la Corte di Cassazione ha affrontato definitivamente la questione con una sentenza (24379 – 9 settembre 2021). La sentenza riguardava l’omissione della scadenza sulle fettine di pollo pre-imballate in un supermercato. La Corte ha confermato che non è obbligatorio indicare la data per i prodotti preconfezionati.

Prendere carne pre-imballata – Wineandfoodtour.it

Il decreto legislativo 109/92 recepiva le direttive CEE del 1989. Si distinguono due tipi di prodotti alimentari: il “prodotto alimentare preconfezionato” è l’unità di vendita presentata così com’è al consumatore, con il cibo e l’imballaggio; il “prodotto alimentare preincartato” è l’unità di vendita composta dal cibo e dall’involucro, creato direttamente nei punti di vendita.

La circolare ministeriale di giorno 10 novembre 2003, n. 168, sull’etichettatura e la pubblicità di prodotti alimentari, menzionava i prodotti alimentari preincartati confezionati direttamente nel negozio per la vendita immediata. Questi prodotti sono considerati pre-imballaggi, ma sono assimilati a tutti i prodotti sfusi, che richiedono meno informazioni. La pasta fresca, che sia ripiena o no, è l’unico prodotto sfuso che richiede l’indicazione della data di scadenza.

Conclusioni sulla carne al supermercato

La Corte di Cassazione è d’accordo e lo annuncia con una circolare ministeriale: tutti i prodotti confezionati all’interno del punto vendita, pronti alla vendita immediata, devono essere considerati equivalenti a tutti qui prodotti definiti sfusi, quindi non è obbligatorio apporre la data di scadenza che invita al consumo immediato da parte dei clienti. Questo è completamente logico: se oggi (esempio 13 luglio) una cliente chiede al negoziante una certa quantità di pollo, non ritroverà la scadenza riportata sulla confezione: sa di aver acquistato il pollo il 13 luglio e lo consumerà in tempo brevi, per quanto possibile, dopo un’adeguata cottura.

Nello stesso modo, se una cliente decide di prendere del pollo preconfezionato nel banco frigo preparato dal medesimo banconiere, sempre il 13 luglio, nel medesimo punto vendita, non troverà alcuna data che indichi la scadenza. È irrilevante per il periodo di conservazione se l’operazione è avvenuta su richiesta o meno.

Ciò che è rilevante è se entrambe le porzioni di pollo sono state confezionate il 13 luglio. Tuttavia, se il pollo è pre-imballato, cioè non confezionata all’interno del supermercato ma fornita già preconfezionata da parte di un altro fornitore, il prodotto in questione non può essere assimilato ad un prodotto detto sfuso. L’obbligo di apporre la data che indica la scadenza (ovvero “da consumare entro  “) ovviamente è confermato, proprio come è stato stabilito con il regolamento (CE) n. 543/2008.