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Italia

Monte Amiata: itinerari da percorrere per chi ama il trekking

Oggi vi portiamo alla scoperta del Monte Amiata e del percorso noto come “Le vie dell’acqua”. Questo gruppo vulcanico, al tempo degli etruschi ritenuto territorio sacro, nei decenni passati ospitava una delle più grandi miniere di mercurio del mondo.

Oggi è un’area verde rigogliosa, amata soprattutto dagli appassionati di trekking e mountain bike. Pronti per scoprirla?

Sentiero Santa Flora- Serbatoio Marroneto

Questo sentiero del Monte Amiata ha due alternative di percorrenza, entrambe con partenza da Piazza Garibaldi. Nel primo caso si passeggia tra le stradine del centro storico di Santa Flora (nominato tra i “Borghi più belli di Italia”) e si conclude alle sorgenti Flora. Il tragitto di ritorno è per Via dei Mulini. 

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Nel secondo caso si parte dalla Chiesa di San Rocco, ovvero nel punto di arrivo del primo tragitto, e si giunge fino al Serbatoio Marroneto.

Anella della Cascata: itinerario suggestivo del Monte Amiata

Questo itinerario è tra i più suggestivi, ma è lungo ben 7 km e non è adatto a tutti (la difficoltà è media). Il punto di partenza è la Porta dell’Orologio. Dopo un breve tuffo alla scoperta della storia locale, si prosegue per tanti piccoli villaggi, tutti molto caratteristici per giungere alla Sorgente di Fonte dell’Acqua Bona. Da non perdere gli antichi mulini sul tragitto di ritorno.

Percorso Ermicciolo Capovetra

Questo itinerario naturalistico è lungo ben 10 km ed è tutto all’insegna di favolosi boschi di castagni, faggi, conifere e ruscelli pittoreschi che uniscono in una meravigliosa piccola cascata che a sua volta confluisce in un piccolo lago. 

Il punto di arrivo è la Sorgente di Capovetra.

Anello Burlana

Questo è l’itinerario naturalistico più amato dai turisti per i meravigliosi panorami che offre lungo il tragitto. Il tour in questo caso inizia dal borgo di Tepolini per proseguire attraverso due Comuni, Castel del Piano e Seggiata, in un continuo susseguirsi di salite e discese. Si giunge alla Sorgente Burlana, dove consigliamo una sosta rilassante e rigenerante, per poi continuare fino a Pian di Balla, tra castagni secolari e pittoreschi villaggi come il Leccio.

Il percorso è lungo 5 km ed è adatto a tutti. 

Itinerario del Capomacchia

La difficoltà di questo percorso è medio alta, il che non lo rende accessibile a tutti. La lunghezza è di 20 km e la durata è di oltre 5 ore. L’esperienza vale davvero lo sforzo. In inverno si tinge tutto di bianco, mentre in estate, nonostante le alte temperature siciliane e i vari cicloni nordafricani, qui le temperature restano fresche e piacevoli. 

Si giunge proprio sulla vetta del Monte Amita e si passa per la Chiesetta dell’Eremita, così chiamata perché visse lì un eremita per gran parte della sua vita fino alla fine dei suoi giorni mortali (il luogo esatto si chiamava Sasso del romito.

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Percorso Arbure Bugnano

Questo itinerario naturalistico è lungo 7,5 km ed è di difficoltà media. Il primo tratto è quasi tutta salita ed è molto stancante, ma la bellezza della vegetazione e della natura dimostrano che ne vale davvero la pena. Un tempo questi erano i sentieri percorsi dai viandanti con le bestie da soma. 

Marianna Somma

“So scrivere senza guardare la tastiera. Ma non so guardare la tastiera senza scrivere". Una storica dell'arte votata al copywriting. Svizzera nella precisione, partenopea nell'approccio positivo alla vita.