La via dell’olio Lazio : alla scoperta di un’eccellenza del Lazio

“Non limitatevi a un solo tipo d’olio ma, come per i vini, cominciate ad abbinare il giusto olio ad ogni piatto”

Tra le eccellenza laziali l’olio di oliva con le sue 4 DOP è frutto di un’ovicoltura che si estende per 86.000  ettari. oltre il 7% di tutti gli uliveti attivi in Italia.

1280.000 ovicolotori e 300 frantoi, nella maggior parte attivi da decenni, che portano avanti una tradizione di famiglia che nel tempo si è arricchita di esperienza e tecnologia.

 

I 4 DOP dell’ovicolutura laziale

DOP dell’Olio Extravergine Canino

Nei comuni di Canino, Arlena di Castro, Cellere, Ischia di Castro, Farnese, Tessennano e in parte in quelli di Tuscania e Montalto di Castro si produce l’Olio Extravergine di Oliva Canino DOP, che ha ottenuto l’iscrizione al registro europeo nel 1996. Dalle Varietà Canino e cloni derivati, Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio, presenti negli oliveti da sole o congiuntamente fino al 100%(possono concorrere altre varietà in misura non superiore al 5%), si ottiene  un olio dal colore verde smeraldo con riflessi dorati, odore fruttato e sapore deciso con retrogusto amaro e piccante.

DOP Delle colline Pontine

Unica nel suo genere a Latina , la DOP Colline Pontine è stata riconosciuta nel 2010, l’area di produzione comprende 25 comuni, che il prodotto ha un legame antico e originale.

Si tratta, infatti, di un olio che racconta il territorio e che il risultato di secoli di coltivazione sviluppata intorno all’Oliva di Gaeta: un sistema unico che, partendo dal mare, si è esteso successivamente lungo la fascia pedemontana e collinare dei Monti lepini, AUsoni, Aurunci.

Il terreno e il clima mediterraneo contribuiscono ad affermare comecaratteristiche principali di quet’olio siano equilibrio e armonia, L’olio infatti, che ha un colore dal verde al giallo più o meno intenso, all’olfatto si caratterizza per la presenza di un aroma fruttato da medio a intenso, all’olfatto si presenta con retrogusto di mandorla e con una tipica di esenza di erbe di campo.

 DOP delle terre in Sabina

La coltivazione dell’olivo e la produzione di olio in Sabina la si può far risalire a 2000 annifa, come testimonia la presenza poco lontano della splendida abbazia di Farfa, dell’olivo più antico d’Europa.

L’Olio extravergine di Oliva di Sabina ha ottenuto la denomianzione DOP nel 1996.

Da disciplinare le olive devono essere prodotte in Sabina in ben 12 comuni della provincia di Roma e 34 della provincia di Rieti.

L’Olio può essere ottenuto dalle varietà Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, salviana, Olivagro, Rosciola per almeo il 75%. Possono altresi concorrere olive di altre varietà fino a un massimo del 25%. Dopo la raccolta le olive, trasportate al frantoio, vengono molite entro le 24 ore successive.

l’olio ottenuto  e di colore giallo oro – che si arricchisce di sfumature tendenti al verde quando molto fresco – odore fruttato e sapore vellutato, aromatico dolce e uniforme. Il più amaro quando è molto giovane.

DOP di origine Tipica Tuscia

L’Olio e denominazione di Origine Tipica Tuscia DOP ha ottenuto il riconoscimento nell’ottobre 2005. L’areale comprende 53 comuni della provincia di Viterbo (un territorio noto come Tuscia), in cui l’olivo rappresenta una delle colture più diffuse, con impianti specializzati aventi 150-300 piante per ettaro e intensivi con oltre 300 piante per ettaro.

L’olio è prodotto da olive delle varietà Frantoio, Canino e Leccino, presenti per almeno il 90% nei singoli oliveti, da sole o congiuntamente. Altre varietà di piante sono ammesse soltanto in una percentiale massima del 10 %.

Molto apprezzato per la delicatezza e la particolare sapidità, si, distingue per il colore verde smeraldo con riflessi dorati , odore fruttato medio, caratterizzato da un equilibrato retrogusto di amaro e piccante.

Per conoscere meglio i territori della DOP, la regione Lazio propone terre dell’olio un progetto che comprende 4 itinerari e che porterà alla scoperta di luoghi ricchi di storia e coltura, come l’etrusca Tarquinia o la Sabina romana e reatina.

Saper riconoscere e scegliere un buon Olio Extravergine D’Oliva

Non siete esperti di olio? Nessun problema l’ONAOO l?organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva, ha stilato una breve guida per sceglierlo:

  1. Non limitarsi a un solo tipo d’olioma  come per i vini, cominciare ad abbinare l’olio giusto a ogni piatto, tenedo presente che tutti gli oli, invecchiando, hanno un degrado qualitativo. Consigliamo di avere almeno tre bottiglie di diverse tipologie (un fruttato leggero, un fruttato intenso, un fruttato medio)2
  2. Considerare il gusto un olio è buono se non presenta all’assaggio sentori negativi, se ha un “fruttato” ed è seguito da un retrogusto leggermente amaro o piccante, la cui presenza è un dato assolutamente positivo e non c’entra, nulla con l’acidità. Un olio ha come nota principale il fruttato di oliva ed è seguito da altri sentori aromatici di carciofo,mandorla, mela. Tutte le sfumature delle note vegetali sono assolutamente positive
  3. Analizzare il profumo che deve ricordare quello del frutto dell’oliva sana e colta al giusto punto di maturazione.
  4. l’extra-vergine economico per le fritture è comunque preferibile rispetto all’uso dell’olio di semi. Inoltre, anche l’olio di oliva, spesso non preso in considerazione è un buon olio di frittura
  5. L’espressione ” spremitura a freddo” con il quale si intende la lavorazione entro una temperatura di 27°, non è sinonimo assoluto di qualità, anche se si tratta di una procedura di spremitura superiore.
  6. Sono numerosi i consorzi che emettono etichette DOP e IGP. E’ bene sempre controllare la presenza della certificazione sull’etichetta. Non è sicuramente una garanzia al 100% della qualità de prodotto. ma è lo strumento migliore per valutare per legge, oggi, e obbligatorio  indicare in etichetta le origini degli oli che sono stati utilizzati.