La storia della pinsa romana

La pinsa romana viene considerata a tutti gli effetti l’antenata della pizza. La sua origine è infatti molto antica e la sua consistenza, che risulta morbida e croccante, la rende proprio simile al prodotto più famoso dell’Italia nel mondo. Scopriamo la storia della pinsa romana!

Un po’ di storia

Le prime allusioni alla pinsa risalgono al I secolo a.C., quando nel VII libro dell’Eneide di Virgilio si trovano i primi riferimenti a questo tipo di alimento. Pare che Enea lo mangiò appena arrivato nel Lazio, dove fu accolto dal re Latino e dalla figlia Lavinia.

La parola pinsa deriva comunque dal latino “pinsère” che significa allungare e infatti questa focaccia, secondo la sua ricetta originale, consisteva in una schiacciata dalla forma allungata preparata a base di acqua e cereali misti, miglio, farro, orzo. Gli ingredienti di questa schiacciata erano quindi ingredienti poveri e proprio per questo la pinsa veniva preparata nei tempi antichi dai contadini romani che poco avevano a disposizione e la condivano semplicemente con sale ed erbe aromatiche.

I cereali citati venivano impastati con acqua e sale e l’impasto ottenuto schiacciato e pestato e poi cucinato su pietra sopra il fuoco ardente.

Tornata di tendenza e apprezzata dai buongustai, la pinsa è un alimento leggero e facilmente digeribile e ha anche meno calorie della pizza!

Ricetta pinsa romana

Ingredienti

  1. 650 g di farina di frumento 350 / 400 W
  2. 30 g di farina di riso
  3. 20 g di farina di soia
  4. 500 ml di acqua
  5. 3 g di lievito madre essiccato
  6. 10 g di sale
  7. 10 g di olio di oliva

Preparazione

Miscelare le farine ed il lievito secco e versarle nella planetaria con il gancio. Mettere 400 ml di acqua ed impastare a velocità 1 per un minuto, poi passare a velocità 2 per 8 minuti. Aggiungere il sale e continuare ad impastare per 3 minuti, poi versare l’olio ed impastare per altri 2 min. Alla fine mettere l’acqua rimanente impastando per altri 5 minuti. Fare riposare l’impasto nella ciotola della planetaria per 30 minuti, effettuando una ventilazione ogni 10 minuti per rendere l’impasto compatto e asciutto.

Mettere l’impasto in un contenitore in frigorifero per 24 ore, stagliare i panetti (da 250 g o da 500 g) e riporli di nuovo in frigorifero per migliorare la lievitazione. Stendere l’impasto all’altezza preferita e nel frattempo scaldare il forno a 250° in modalità statica.

Mettere sulle pinse la passata di pomodoro condita eventualmente con olio, sale e origano oppure scondita, aggiungere un filo d’olio d’oliva e non appena il forno è pronto mettere le teglie nella parte bassa direttamente a contatto col fondo. In questo modo la base della pinsa diventerà croccante e il calore diretto la farà gonfiare per bene, rendendola soffice. Dopo circa dieci minuti, quando è a metà cottura, uscire le pinse, distribuire sopra la mozzarella a cubetti, del basilico e gli altri ingredienti e rimettere in forno al primo livello per ultimare la cottura. In totale cuocere per 25/30 minuti e quando le pinse sono cotte toglierle dal forno e mangiarle calde.

Dove mangiare una vera pinsa romana nel Lazio?

Di posti a Roma e nel Lazio ve ne sono moltissimi. Ve ne consigliamo uno in particolare. Andate in questa pizzeria a Guidonia o meglio pinseria e degustate la vera pinsa Romana. Rimarrete stupefatti, Eugenio il titolare della Bussola rist’on the road prepara la pinsa romana seguendo la vera tradizione.

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