Gli amaretti 3 tipi di ricette regionali di questo tipico dolce italiano

Amaretti la ricetta classica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Regionalità: Abruzzo e Molise

Ingredienti

  • 2 albumi di uova
  • 250 ge di zucchero (anche di canna va bene)
  • 250 gr di farina manitoba
  • 250 gr di mandorle dolcie, tritate fienemente
  • 2 dl di vino bianco secco
  • 2 limoni, al sola scroza grattugiata
  • raspatura di cannella, a piacimento
  • olio, per ungere la placca

 

Preparazione degli Amaretti

Sulla spianatoira, disponete la farina aperta a fontana, unite lo zucchero, le mandorle tritate, l raspatura di scorza di limone e di cannella; poi il lievito, gli albumi (precedentemente montati a neve), l’olio e il vino.

Impastate in tutto come al solito, fino ad ottenere un amalgama liscio e omogeneo.

Riducetelo a palline grosse quanto una noce, disponetele su una placca oleata distanziate tra loro, schiacciatele appena e passatele in forno a temperatura bassa (160-170°), lasciandole cuocere per 15 minuti circa. Servite gli amaretti freddi.

Variante

Al posto del vino c’è chi preferisce usare il latte.

Vino consigliato

Alto Tirino Passito

Amaretti ricetta lombarda

Questi dolcetti sono entrati a pieno diritto nella tradizione gastronomica lombarda; vuoi come piacevole fini  pasto, vuoi come ingrediente (sbriciolato, pestato, ammorbidito) per il ripieno di alcune paste e per preparare salse.

Sono una riconosciuta specialità di Saronno(Varese), caratteristici per l’involucro a carta colorata a mò di caramella.

Biscotti a base di mandorle,a forma rotonda e schiacciata; preparata in tre diversi tipi: a pasta secca, a pasta morbida e con zucchero in granella.

Ingredienti

  • 150 gs di madorle amare
  • 150 gr di mandorle dolci
  • 2 chiare d’uovo
  • 400 gr di zucchero a  velo

Preparazione degli amaretti lombardi

Dopo aver sbollentato le mandorle, per pelarle  asciugatele in forno, quindi tritatele finemente, meglio ancora, pestatele nel mortaio.

Alle mandorle unite le chiare e lo zucchero e lavorate con una frusta fino a ottenere un impasto morbido ma consistente.

Questo spianatelo (dello spessore di 1,5 cm) con il matterello e ritagliatevi, coi bordi di un bicchierino tanti dischetti.

Oppure ne ricavate palline grosse come una noce , da schiacciare e porre, distanti tra loro, sopra una placca da forno, precedentemente, rivestia con carta oleata o carta vegetale. Mettete gli amaretti a cuocere in forno (gia riscoaldato 170° non ventilato) e dopo 10-12 minuti toglieteli  dal forno, lasciateli  raffreddare e serviteli.

Molte volte adornano coppe di zabaione o di mascarpone gelato. Se conservati in luogo asciutto resistono a lungo.

Varianti

C’è chi preferisce usare minor quantità di amndorle amare; qui. al gusto di ciascuono può variare le proporzioni.

L’aggiunta di scorza di cedro e di limone grattugiati.

Vino consigliato

Moscato liquoroso dell’Oltrepo Pavese

Amaretti teneri piemontesi

Amaretti

Ingredienti

  • 100 gr di mandorle dolci
  • 100 gr diamndorle amare
  • 100 gr di nocciole
  • 60 gr di “fumetto” di granoturco (polvere di granoturco”
  • 30 gr di lievito in polvere
  • 500 gr di zucchero di canna integrale
  • 8 albumi
  • zucchero a velo
  • olio, per ungere la placca del forno

 

 

Preparaziene degli Amaretti teneri

Pesta le mandorle(tritatele e passatele al mixer), già pelate, insieme allo zucchero e alle nocciole, quindi aggiungeteci lo sfarinato di granoturco e il lievito in polver; mescolate a dovere.

A parte, in una ciotola capiente montate con  una frusta gli albumi, unite il composto delle mandorle e mescolate per bene.

Sopra una placca da forno già unta, disponete mucchietti di composto, allineati ma distanti (durante la cottura crescono di volume).

Imbiancatelo con lo zucchero a velo, quindi porateli nel forno (già csaldo sa 200°C) per dorarli.

Toglieteli dsl forno e una volta freddi, serviteli.

Vini consigliati

Erbaluce di Caluso passito

Il vitigno Erbaluce era conosciuto fin dal medioevo, ma veniva vinificato prevalentemente come passito. Nei primi anni sessanta del XX secolo si iniziò a produrre anche come vino secco.
Ottenne la denominazione di origine controllata nel 1967.

  • colore: dal giallo oro all’ambrato scuro -limpidezza brillante.
  • odore: profumo delicato, caratteristico.
  • sapore: dolce, armonico, pieno e vellutato.