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Paesaggi e borghi montani in Abruzzo

31 Mar , 2015  

Uno degli elementi più interessanti offerti dallo splendido territorio abruzzese, solcato dai millenari “tratturi”, è rappresentato, senza dubbio, dagli stupendi borghi antichi, spesso fortificati, che caratterizzano soprattutto le scenografiche aree montane e pedemontane delle quattro province, in special modo di quella aquilana, e collocano l’Abruzzo al secondo posto, appena dietro l’Umbria, tra le regioni italiane con il più alto numero di località (ben 19 nell’anno 2010) presenti nel prestigioso Club “I Borghi più Belli d’Italia . Gli agriturismi e bed & Breakfast come Strutture ricettive abruzzo abbondano, con paesaggi tra montagne e colline che rimarrà per sempre nei vostri ricordi più belli

Abbateggio Paese del farro e del Premio Parco Majella

abbateggioLe prime attestazioni del nome, risalenti al XII sec., compaiono nel turiChronicon Casauriense nelle forme de Bateju (a. 1111), Abbatejum (a. 1140), al tempo dell’invasione normanna di questo territorio e delle aspre contese con i monaci di San Clemente a Casàuria. I Normanni, che parlavano l’antico francese, chiamarono la località con la voce ab(b)ateis ‘ azione di abbattere’, ‘ cosa abbattuta’ e in particolare ‘ bosco ceduo’, ‘bosco abbattuto di recente’, che è un derivato dal participio passato del lat. a b b a t t (u) e r e composto col suffisso -a t i c i u s, estesosi analogicamente dalla prima coniugazione verbale in -atus anche a radicali di verbi di altre coniugazioni.

Le capanne a tholos strutture in pietra a secco costruite da pastori e contadini come ripari; la loro forma ricorda i vai-a-villaggio-paleolitico-di-valle-giumentina-trulli pugliesi ed i nuraghe sardi. Sono stati descritti per la prima volta nel 1876 dal chietino Giovanni Chiarini, ma solo nel 1992 uno studio di Edoardo Micati tenta un censimento completo dei migliaia di tholos presenti sulla Majella, sul Gran Sasso e sulla Montagna dei Fiori. Tra le zone citate, la Majella risulta essere la più ricca di tali capanne (circa il 75% del totale), che sono diffuse fino a 1850 metri di quota. I complessi più interessanti si possono osservare nella Valle Giumentina, qui si può ammirare un gruppo di capanne a tholos, notevoli per fattura e dimensioni. L´edificio principale del gruppo è il più grande dei circa cinquecento esemplari di questo tipo sparsi nella zona, ed è l´unico a due piani. Sono presenti altri edifici minori a formare un piccolo nucleo abitativo e si individuano chiaramente abbondanti resti dei muri che anticamente circondavano gli stazzi.

Anversa degli Abruzzi il fiordaliso del Sagittario

anversa-degli-abruzziDeriva dai toponimi ad versus (di fronte a, nelle vicinanze) o amnis versus (verso il fiume), come suggerisce la radice etimologica e fonetica a(di)nversa(m) (aquam), dove le acque sono quelle del Sagittario.

Con riferimento al periodo normanno, il nome potrebbe anche essere legato a quello di Aversa, la cittadina campana fondata dai Normanni.

Nel 1927 è stata aggiunta la specificazione “degli Abruzzi”.

“Le montagne scendono a picco, scheggiate, arse, paurose; il fiume gorgoglia fra i massi, precipita in cascatelle, fugge a rivoli, si raccoglie a laghetti”: questo è lo scenario – descritto da un osservatore nel 1912 – in cui è inserita Anversa.

Il paese sorge a circa 600 metri su di un ampio sperone che domina lo sbocco delle gole scavate dal fiume Sagittario.

Bugnara Nelle gole del Fiume Sagittario

bugnaraArrivando a Bugnara ciò che immediatamente colpisce è la Chiesa del SS. Rosario che si affaccia direttamente sulla piazza, finita di costruire nel 1602 e, quindi, di stile tardo barocco. Entrando si rimane incantati dalla bellezza e dalla ricchezza di un monumento unico nel suo genere così come è stata definita dal Prof. Raffaele Giannantonio nel libro interamente dedicato alla chiesa.
Allontanandosi dal centro storico si giunge al Santuario della Madonna della Neve. Anch’essa costruita intorno all’anno Mille si presenta in stile gotico, con tre navate e contiene reperti antichislaquila-riserva-naturale-gole-del-sagittariosimi di epoca pre-romana. All’interno vi sono statue e affreschi molto antichi anche se l’aspetto che più colpisce è il ritrovamento del pavimento originario del tempio romano a spina di pesce ed una lapide dedicata ad Helvia, sacerdotessa della dea Cerere. Da visitare inoltre la contrada di San Giuseppe con la sua chiesetta restaurata da poco e anche la frazione Torre de’ Nolfi con la sua bellissima chiesa dedicata a Santa Maria della Pace.

Bugnara è un buon punto di sosta anche per il turismo outdoor da qui e possibile iniziare una visita alle interessanti gole del Sagittario, riserva naturale della regione.

Caramanico Terme ‘Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, culla del benessere tra sport, natura, terme e cultura’

caramanico-termeSecondo la leggenda sarebbe stato addirittura il nipote di Carlo Magno, il monaco Caro, a fondare nel
980 la città. Avamposto longobardo, fu feudo dei D´Aquino, sotto i quali raggiunse il maggiore sviluppo.
Le origini di Caramanico si fanno risalire all’alto Medio Evo – VII sec. – in epoca di piena dominazione longobarda. La cittadina sarebbe stata infatti fondata dal duca longobardo Teodolapio, figlio di Faroaldo, Duca di Spoleto. Il termine Caramanico deriverebbe appunto dalla voce longobarda

valle-dellorfento_534201La Riserva Naturale Valle dell´Orfento allunga le sue ultime propaggini fino alle prime case del paese.
Prima area protetta sulla Maiella (istituita nel 1971), è soprattutto una delle valli più belle e incontaminate dell´intero Appennino, scolpita dalle turbolenti acque del fiume, che scende a valle tra cascatelle e salti d´acqua, circondata da boschi foltissimi e ripide pareti rocciose. La bellezza del paesaggio fa da sfondo alla presenza di specie animali e vegetali di assoluto pregio: aquile e lupi, orsi e camosci, cervo e caprioli accanto a genziane, orchidee, stelle alpine.

La riserva è percorsa da un´efficiente rete di sentieri che consentono escursioni di varia durata e difficoltà.

 

Castel del Monte Castel del Monte, la capitale dei pastori

spirito351Sospeso tra le vette del Gran Sasso e la valle del Tirino, un miracolo di pietra prende forma sotto i nostri occhi: è Castel del Monte, annunciato dalla possente torre campanaria. La durata dei ricordi, qui, è più dolce che altrove e si materializza, appena entrati nel borgo, in quei mirabili pezzi di architettura popolare che sono gli antichi portali, le finestre, i “vignali” (le scale esterne), gli archi di passaggio. La compattezza dell’abitato, legata a questioni difensive, esigeva per la forte pendenza del terreno il modello della casa-torre. Le abitazioni, disposte sulle direttrici parallele alle curve di livello (le strade principali) intersecate da vie di collegamento ripide e tortuose, si saldano le une alle altre attraverso archi e volte (gli “sporti”).

La visita al paese antico può iniziare da Porta S. Rocco che un tempo faceva parte della cinta difensiva, ancora visibile. All’ingresso dell’abitato sorge la chiesa di S. Rocco, eretta dopo la peste del 1656 con una facciata “a vela” rettangolare. In via Duca degli Abruzzi si incontra uno dei tre antichi forni in cui i castellani venivano a cuocere il pane. Lungo la salita si trova il Palazzo del Governatore, costruito tra XV e XVI secolo su una superficie che occupava l’intero isolato.

Castelli fiore d’argilla

castelli-Abruzzo-600x399Tra montagne innevate e vasti boschi, abbarbicato alla roccia, sorge Castelli, base di partenza per le ascensioni al Gran Sasso e noto per la produzione di maioliche dipinte, iniziata forse con i monaci benedettini (una teoria non confermata dà il merito addirittura agli Etruschi).

L’abitato più antico di Castelli converge, con le sue vecchie stradine, verso la piazza centrale, su cui si affacciano il Comune e la Parrocchiale di San Giovanni Battista con la sua monumentale scalinata in pietra bianca e le due imponenti colonne laterali.

 

 

Città Sant´Angelo Passeggiando tra le “rue”

citta.san.angeloA soli cinque minuti dall’uscita autostradale Pescara Nord scoprirete la bella Città Sant’Angelo. Il centro storico di Città Sant’Angelo è una suggestiva parentesi del tempo, dove immergersi in un’atmosfera ricca di molteplici spunti. Dalle numerose manifestazioni culturali ed enogastronomiche che si svolgono nel corso di tutto l’anno, alla scoperta di beni architettonici di grande valore, fino alla romantica passeggiata panoramica dove il mare a est e le montagne a ovest si affacciano imponenti allo sguardo, questo antico borgo accoglie il visitatore in una dimensione unica. Posta a 325 metri sul l. m. Città Sant’Angelo stupisce per la sua vivacità, le sue sentite tradizioni, i prodotti tipici, l’incantevole paesaggio e una posizione davvero invidiabile.

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1 Commento

  1. […] Norcia ai piedi dei monti Sibillini, fino a Cassino, nella valle del Liri: 300 km in 16 tappe, tra valli e monti di Umbria e Lazio. […]

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